
Attenzione! Questa non sarà e non ha l’intenzione di essere una recensione imparziale, sarà un’appassionata dichiarazione d’amore per un autore sconosciuto ai più e ricordato da molti per un solo romanzo che, a mio parere, non è nemmeno il migliore.
“Aspetta primavera, Bandini” è il romanzo d’esordio di Fante, pubblicato nel 1938 dalla Stackpole Sons, e del suo alter-ego Arturo Gabriel Bandini conosciuto perché protagonista celeberrimo “Chiedi alla polvere”.
Il piccolo Arturo Bandini vive a Rocklin, Colorado, con il padre Svevo Bandini, grande muratore abruzzese, la madre Maria e i suoi due fratelli August e Federico.
È inverno e i muratori non possono lavorare, la famiglia è povera. Svevo si rifugia nell’alcol e nel gioco per dimenticare le sue sfortune mentre Maria si aggrappa saldamente alla sua fede cristiana per non soffrire più per tutti i tradimenti e le assenze del marito. Arturo, invece, cerca di evadere dalla sua realtà e da un futuro di “povero immigrato italiano” che gli sembra inevitabile attraverso l’amore non corrisposto per la compagna di classe Rosa e quello per il baseball. La storia di una famiglia come tante e di un bambino che rincorre il grande sogno americano.
Questo è un romanzo che fa divertire, ma che sa commuovere nella perfetta e spesso ironica rappresentazione della realtà di una famiglia italiana in America a cavallo tra gli anni ’20 e ’30. In questo libro Fante ha saputo “raccontare un piccolo mondo familiare, un paesino striminzito dal freddo con la stessa grandezza con cui Omero narrava le gesta dei greci e dei Troiani” come dice Niccolò Ammaniti nella prefazione di “Aspetta primavera, Bandini” edita da Einaudi.
John Fante, come molti altri scrittori “fuori da coro”, è stato messo in disparte e dimenticato per molti anni. È grazie al grande Charles Bukowski, che gli rese omaggio nel suo libro “Donne”, e alle riedizioni della casa editrice Black Sparrow che oggi possiamo ammirarne il genio.
Se quello che ho scritto non basta per convincervi provate a leggere questo.
« Di nome faceva Arturo, ma avrebbe preferito chiamarsi John. Di cognome faceva Bandini ma lui avrebbe preferito chiamarsi Jones. Suo padre e sua madre erano italiani ma lui avrebbe preferito essere americano. Suo padre faceva il muratore ma lui avrebbe preferito diventare il lanciatore dei Chicago Cubs. [...] Avrebbe voluto tanto essere un bravo ragazzo ma aveva paura a comportarsi da bravo ragazzo perché temeva che i suoi amici gli dessero del bravo ragazzo. Lui era Arturo, e amava suo padre, ma viveva nel terrore che un giorno, diventato grande, le avrebbe suonate di santa ragione a suo padre. »
Innamoratevi.

Autore: John Fante
Titolo: “Aspetta primavera, Bandini”
Titolo originale: “Wait until spring, Bandini”
Pagine: 238
Introduzione di Niccolò Ammaniti
Traduzione di Carlo Corsi
Casa editrice: Einaudi
http://www.einaudi.it/libri/libro/john-fante/aspetta-primavera-bandini/978885840043
http://www.einaudi.it
http://it.wikipedia.org/wiki/John_Fante

