SUGGESTED / DESIGN / BOOK LAMP @ ERDEM.COM

“As this medium is transforming into a digital entity, I think its physical parts; pages, covers and spines, may turn into sculpturesque icons. Exploiting this prospect, the Book Lamp attempts to radiate the substance of a book inside the room utilizing our mind’s inherent capacity to seek the meaning behind the symbol.

Each lamp is unique and handmade. They can be custom made based on the users’ interests. Art books and travel books are good candidates. They can be built as table lamps or as pendants. Either way this is a lamp designed primarily for mood lighting not as a task light.”

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http://www.wasabix.com/2010/11/12/recensione-propaganda-edward-bernays-wasabix-com/

Edward Bernays è il primo spin doctor della storia. Propaganda uno dei primi testi che schiettamente e, apparentemente, in maniera cinica, parla della necessità della comunicazione in una democrazia matura.

In Italia pochi conoscono questo pioniere – se non chi si occupa della materia per professione – ; è stato poco divulgato e pubblicizzato forse perché pericoloso. Impattare in questo autore è illuminante: d’un tratto la filosofia e i meccanismi alla base delle democrazie in cui viviamo diventano chiare, limpide; il sistema viene messo a nudo. È per questo che chiunque dovrebbe conoscere Bernays, fondatore negli Stati Uniti – insieme ad un’altra figura poco conosciuta, Ivy Lee – della scienza delle Pubbliche Relazioni.

Nasce a Vienna nel 1891. All’inizio del ‘900 la sua famiglia si trasferisce  a New York. Qui il padre, arricchitosi con il commercio di cereali, incita il figlio a studiare agricoltura. Ma nel 1913, dopo essersi diplomato alla Cornell University, Edward capisce che quella non è la sua strada.

Comincia a scrivere su giornali; si muove bene nel mondo dello spettacolo; è un talento nell’intessere relazioni e a vendersi vantando, per promuovere le proprie attività, un grado di parentela stretto con Sigmund Freud – a questo proposito, nell’introduzione di Propaganda, viene riportato quello che disse Scott Cutlip, storico delle pr: “quando qualcuno lo incontrava per la prima volta, non doveva aspettare molto prima che zio Sigmund entrasse nella conversazione. La relazione con Freud era costantemente al centro del suo pensiero e del suo lavoro di consulente”.

Il governo americano nota questo talento, e lo vuole il 6 Aprile 1917 – quando viene presa la decisione di entrare in guerra a fianco dell’Intesa -. Il 13 Aprile Thomas Woodrow Wilson istituisce con un executive order, il Committee on Public Information conosciuto anche come Creel Committee, dal nome del presidente, il giornalista George Creel. Il gruppo di lavoro nel quale Bernays si inserisce è un gigantesco laboratorio della propaganda bellica. È da questo che viene partorito il famoso poster dello zio Sam con lo slogan I want you.

Questo è solo l’inizio di una vita professionale interessantissima e che qui non riporto in toto per lasciare a voi il gusto di scoprirla.

Passiamo a parlare dei contenuti di Propaganda. Secondo Bernays la propaganda ha un compito fondamentale all’interno della democrazia: quello di pace keeping, di mantenimento dell’equilibrio tra le parti sociali. Come ho detto è cinico ma realista, per questo il libro è così dirompente: perché è uno schiaffone che ti sveglia dal torpore. La democrazia che descrive non è quella della partecipazione di ogni singolo cittadino decantata e sperimentata in Grecia; ma, bensì, una struttura che si divide nettamente in due: la classe dirigente – che utilizza la comunicazione e la propaganda per mantenere il proprio status quo – e l’opinione pubblica.

È un idea non solo Bernaysiana quella di un popolo sedato, ma condivisa da altri intellettuali di alta caratura. Lippmann, ad esempio, sostiene che “il pubblico deve stare al suo posto affinchè gli uomini responsabili possano vivere senza timore senza il timore di essere calpestati o incornati dalla mandria di bestie selvagge”; dello stesso avviso sono Alexander Hamilton e James Madison.

Bernays preconizza un governo invisibile per dare forma al caos: “La manipolazione consapevole e intelligente, delle opinioni e delle opinioni delle masse svolge un ruolo importante in una società democratica, coloro i quali padroneggiano questo dispositivo sociale costituiscono un potere invisibile che dirige veramente il paese” [pag.25].

Ed è stato il popolo a volere questo, per avere meno cose a cui pensare, per economizzare lo sforzo: “Abbiamo lasciato, volontariamente, a un governo invisibile il compito di passare al vaglio le informazioni per individuare il problema principale, e ricondurre la scelta a proporzioni realistiche. […] Per evitare il dilagare della confusione, la società accetta di limitare le proprie scelte all’ambito delle idee e degli oggetti posti alla sua attenzione dalla propaganda di ogni tipo.” [pagg.26-27].

Spero di avervi dato un’idea della caratura della persona e del testo e vi invito alla lettura di qualcosa che può seriamente allargare i vostri orizzonti.

RECENSIONE / PROPAGANDA / EDWARD BERNAYS @ WASABIX.COM

Autore: Edward Bernays
Titolo: “Propaganda: della manipolazione dell’opinione pubblica in democrazia”
Titolo originale: “Propaganda”
Pagine: 150
Traduzione di Augusto Zuliani
Casa editrice: Fausto Lupetti Editore

http://www.faustolupettieditore.it/catalogo.asp?id=5


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